Da Vienna un cortometraggio di inclusività

Da Vienna un cortometraggio di inclusività

Belly: una pancia in giro per Vienna.

L’Ente per il turismo di Vienna presenta un cortometraggio surreale che parla di inclusività e accettazione per promuovere la destinazione.

A realizzarlo Jung Von Matt DONAU e il regista Björn Rühmann

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Oggi è quanto mai importante parlare di inclusività e Vienna per promuoversi, come città dedita al turismo, lo fa con una pancia.

Dopo una serie di campagne non convenzionali come “Vienna strips on OnlyFans” nel 2021, l’Ente per il turismo di Vienna torna a collaborare con Jung von Matt DONAU, stavolta con il regista Björn Rühmann, per realizzare “Belly”un cortometraggio surrealista che ha come tematiche la spensieratezza e l’accettazione.

L’obiettivo di questa storia bizzarra, ma accattivante, è ricordare a tutti che viaggiare può essere un modo per coccolarsi e lasciarsi andare per qualche giorno, soprattutto dopo anni difficili. Vienna è una città che accoglie e incoraggia i viaggiatori ad abbracciare pienamente la sua offerta turistica senza alcuna esitazione.

Nel cortometraggio, la pancia diventa personaggio e si lascia alle spalle il suo proprietario, “Harry” che appare triste e indesiderato. La pancia incomincia a esplorare le attrazioni culturali di Vienna alla ricerca di una connessione, finendo per riunirsi a Harry davanti a una tavola di un ristorante della città. In “Belly” non mancano i tanti cenni ai numerosi musei, alle attrazioni, all’offerta culinaria, che rende Vienna una destinazione europea unica.

La colonna sonora è altrettanto viennese; la musica classica è curata dalla Wiener Symphoniker mentre la traccia elettronica è del compositore e dj Electric Indigo.

“In questo periodo i veri momenti di piacere sono sempre meno; siamo piuttosto concentrati invece a parlare di amor proprio o di body positivity – dichiara Norbert Kettner, direttore dell’Ente per il turismo di Vienna.

“La cultura viennese ha messo in discussione gli ideali del corpo per centinaia di anni e ora sentiamo la necessità abbracciare le conseguenze dell’amor proprio. La pancia è una figura eroica che alla fine arriva a una realizzazione: solo se ami te stesso, puoi davvero lasciarti andare. Senza vergogna. Senza giudizio”.

La metafora gioca con molte delle offerte culturali di Vienna. La Venere di Willendorf, risalente a quasi 30.000 anni e fa e collocata al Museo di Storia Naturale di Vienna è spesso citata come il primo modello body-positive al mondo. E assaggiare torte, da abbinare con il caffè, mentre si chiacchiera con gli amici o si legge il giornale, è solo uno dei modi in cui sia i locali che i viaggiatori possono attingere al lato più piacevole della città.

Fonte e foto: The Gate Communication


                                        					                                            

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